L’Autosabotaggio su Google Ads: 7 Errori da Non Commettere nell’ex AdWords

Ci sono moltissimi errori di Google Ads da evitare quando si inizia con la piattaforma.
Anche gli inserzionisti esperti possono ritrovarsi a commettere errori comuni nell’ex Google AdWords, perché si tratta di un canale pubblicitario non propriamente facile da gestire e che viene rinnovato di continuo.

Il video qui sotto e l’articolo di approfondimento mirano a elencarti alcuni degli errori che dovresti davvero evitare quando hai a che fare con Google Ads.
Terrò aggiornato il contenuto nel corso degli anni, ma direi che questi siano degli errori validi – sfortunatamente – sempre, indipendentemente dall’anno.
Te ne vengono in mente altri? Fammelo sapere nell’area commenti qui sotto!

  • Spuntare sia Rete di Ricerca che Rete Display durante le creazione della campagna
  • Non usare le parole chiave escluse
  • Non ottimizzare le campagne per le conversioni
  • Fare una scarsa ricerca di parole chiave e utilizzarle ancora peggio
  • Non testare i vari tipi di offerta
  • Non usare le estensioni
  • Creare un solo annuncio

7 Errori da Non Commettere sull’ex AdWords: Il video

Spuntare sia Rete di Ricerca che Rete Display durante le creazione della campagna

Dovresti invece indirizzare le tue campagne display alla Rete Display di Google e dovresti indirizzare le tue campagne pubblicitarie di ricerca solo alla Rete di ricerca di Google.
Perché è lì che gli utenti stanno cercando attivamente prodotti o servizi che vendi tu!
Per altro consiglio sempre di evitare i partner di ricerca di Google, sebbene alcuni miei colleghi non si soffermino su questo punto.

Non usare le parole chiave escluse

Piuttosto, utilizza il rapporto sui termini di ricerca per scoprire parole chiave con cui non vuoi avere a che fare, perché ti portano clic inutili facendoti perdere quattrini.
Aggiungi parole chiave escluse alla tua campagna o magari addirittura crea una lista generica di negative keyword per tutto il tuo account, in modo da concentrare gli sforzi sulle keyword di attivazione dal rendimento migliore.
Ti invito ad approfondire l’argomenti leggendo questo articolo di approfondimento proprio sulle parole chiave escluse.

Non ottimizzare le campagne per le conversioni

Invece, crea le conversioni all’interno di Google Ads, magari utilizzando Analytics o eventualmente tramite Google Tag Manager se sei più audace (o se pensi che più avanti potrai scendere nei dettagli con il tuo monitoraggio).
Dopodiché, fai in modo che la tua campagna nuova di zecca sia ottimizzata per una specifica conversione: in questo modo potrai davvero misurare il rendimento della tua pubblicità, tenendo traccia delle compilazioni del modulo di contatti, delle iscrizioni alla newsletter, delle chiamate e così via a seconda delle tu esigenze.
Devi prima avere ben chiari i tuoi obiettivi, ovviamente, ma poi non ti perdere in chiacchiere: implementa le conversioni e ottimizza di conseguenza le tue campagne Google Ads!

Fare una scarsa ricerca di parole chiave e utilizzarle ancora peggio

Prova invece a usare per bene il Keyword Planner di Google per trovare nuove idee, senza affidarti solo al buon senso e a quello che pensi che le persone ricerchino.
Non solo, evita di aggiungere keyword di attivazione come se piovessero solo perché le hai viste dentro il keword planner: là dentro sono tutte segnate con la corrispondenza generica.
Ma questo tipo di corrispondenza può generare più danni che altro perché porterà traffico troppo specifico.
Leggi questa guida sulle corrispondenze e agisci di conseguenza.

Non testare i vari tipi di offerta

Innanzitutto, tieni a mente che le automazioni vanno più bene ma solo in un secondo momento: prima inizia evitandole, preferendo impostare invece il Max CPC manualmente.
E soprattutto, testa e monitora.
Più avanti potrai certamente provare ad automatizzare, ma anche in questo caso ricorda di tenere sempre tutto sotto controllo in modo tale da capire cosa migliorare di volta in volta.

Non usare le estensioni

Usale! Più che puoi!
Aumentano lo spazio visivo occupato dagli annunci e dunque attraggono maggiormente l’attenzione degli utenti.
Se fatte bene (e corri a leggere la mia panoramica sulle estensioni di Google Ads) rendono migliore l’esperienza dell’utente, il che fa diminuire il costo dei singoli clic.
Possono addirittura portare a un contatto diretto, come nel caso dell’estensione di ubicazione o di chiamata.
Insomma, avviare una campagna dell’ex AdWords senza le estensioni è un peccato capitale!

Creare un solo annuncio

Altro peccato capitale all’interno di Google Ads!
Con un solo annuncio non saprai quanto margine d’azione hai in realtá .
Se ne crei altri 3, invece, col tempo vedrai quali performano meglio: dunque potrai rimuovere i più scarsi e lavorare con i migliori, creando ulteriori varianti e testando quest’ultime a loro volta.

Questo articolo è stato abbastanza breve, ma spero intenso 😄
Lo aggiornerò nel corso del tempo, anche se va detto che quelli segnati qua sopra sono errori evergreen.
Facci particolare attenzione!
Per qualsiasi domanda, ti rimando all’area commenti qui sotto.
Alla prossima!

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