Campagne Pay-Per-Click, cioè la Pubblicità Online a Pagamento: Guida Completa

La pubblicità PPC (Pay Per Click) si riferisce ad annunci a pagamento online che generano – tipicamente – click che fanno atterrare nel proprio sito web.
Ogni volta che si fa click su un annuncio, l’inserzionista paga al publisher (la piattaforma che ospita l’annuncio, come ad esempio Google o Facebook) un importo prestabilito.
Se stai cercando di ottenere più click per indirizzare il traffico verso i tuoi contenuti e acquisire nuovi online, una campagna PPC è un modo semplice e affidabile per raggiungerlo.

Con questo articolo intendo illustrarti dettagli della pubbicità PPC, inclusi suggerimenti su strategia e budget.
Ci occuperemo di come impostare le campagne pubblicitarie a pagamento nel modo giusto e parleremo dell’utilizzo delle migliori pratiche per garantire che abbiano successo.

Guida alla pubblicità online pay-per-click: Il Video

Cos’è la pubblicità PPC?

La pubblicità PPC è un modo eccellente per aumentare la visibilità dei siti Web che potrebbero non aver ancora ricevuto traffico organico (perché il sito è troppo recente, perché ci vuole tempo, perché la competizione sull’organico è agguerrita…ecc…).
In genere, gli annunci PPC vengono visualizzati quando le persone digitano parole chiave e frasi pertinenti in una barra degli strumenti di ricerca, ma questo lo sto dicendo sapendo di semplificare perché in realtà parliamo di PPC anche per includere pubblicità “fredda”, senza cioè la palese ricerca degli utenti.
Pensa alle sponsorizzazione di Facebook, ad esempio..!
Ma, isomma, qui sto facendo divulgazione per cui perdonami la voluta semplificazione!!

I click sono semplici da tracciare e paghi solo per il traffico diretto al tuo sito.
Non paghi se nessuno vede il tuo annuncio e non paghi nemmeno se qualcuno lo vede ma non fa clic. Con l’attribuzione di prezzo – chiamiamolo così – più popolare, il cosiddetto “costo per click” (CPC), paghi letteralmente solo quando qualcuno fa click sul tuo annuncio.

Piccola nozione a margine per rendere ulteriormente l’idea: gli esperti come me in materia di pubblicità a pagamento onlinve vengono chiaamti anche “buyer” – da “to buy”, che in inglese significa “comprare” – perché in effetti comprano i clic.
sagace, non è vero?

Insomma, paghi una piattaforma – Google, Facebook, Microsoft …ecc… – ogni volta che qualcuno fa click su un link che punta alla tua pagina di destinazione.

Gli esperti di marketing spesso distribuiscono annunci PPC per apparire nella parte superiore delle pagine dei risultati dei motori di ricerca, oltre li utilizzano per rivolgersi alle persone sulle piattaforme social.
Nella pagina dei risultati di ricerca di Google o Bing, gli annunci PPC sono in alto, contrassegnati da un’etichetta apposita “ad” o “annuncio” o simile, a seconda della nomenclatura che ogni tanto cambia. Sono i post “sponsorizzati” sul tuo già accennato feed di Facebook, o su quello di LinkedIn.
(per completezza di informazione, su LinkedIn si possono anche inviare annunci a pagamento via messaggio privato).

Intuitivamente, l’idea è che le persone alla ricerca di parole chiave correlate al tuo prodotto o servizio troveranno il tuo annuncio, faranno click sul tuo sito Web / pagina di destinazione e completeranno l’azione che la pagina sta promuovendo (vendita, acquisizione di nome+email..ecc..).
I click sui social media sono incoraggiati da annunci visivamente coinvolgenti mirati sempre comunque a una conversione o comunque ad aumentare la notorietà di un marchio, prodotto o servizio.

Cosa preferisco tra annunci sui motori di ricerca e sui social?
Dipende da caso a caso, ovviamente.
Tendenzialmente, per mera preferenza personale, mi verrebbe da dire che preferisco gli annunci sui motori di ricerca proprio perché rispondono a una domanda diretta e dunque sembrano meno “spammosi”.
Ripeto nuovamente che comunque – al netto delle preferenze personali – va valutato caso per caso.
Alle volte una bella campagna PPC sui social rende di più di una campagna su Google.

Tipi di inserzioni PPC

Ci sono molte opzioni quando si tratta di pubblicità PPC.
I seguenti sono i tipi più comuni di inserazioni/annunci (userò questi due termini come sinonimi):

PPC nelle reti di ricerca

Il classicone!
Si tratta del modello PPC con cui le aziende le aziende piazzano i propri annunci sui motori di ricerca.
Gli annunci sono inseriti ai primi posti dei risultati di ricerca quando l’utente cerca quacosa du Google, Bing…ec…
Tipicamente gli inserzionisti pagano ogni volta che le persone fanno click sul loro annuncio.
Questi annunci generalmente contengono parole chiave specifiche e mirate e indirizzano gli utenti a una pagina di destinazione.

PPC display

Con la pubblicità display, gli annunci pubblicitari sono disponibili in una varietà di mezzi.
A differenza della tipica ricerca a pagamento che coinvolge gli annunci che ti ho descritto qua sopra, i banner pubblicitari si basano su elementi visivi come immagini, animazioni, video e audio per comunicare obiettivi e generare clic.
Gli annunci display generalmente restituiscono una percentuale di click (CTR) inferiore rispetto agli annunci della rete di ricerca, ma possono essere uno strumento utile per le aziende che desiderano aumentare la notorietà del marchio.
Sono anche utili per il cosiddetto “remarketing” (vedi sotto).

PPC sui social media

Dato il volume di persone che utilizzano piattaforme di social media, siti come Facebook e Instagram sono pieni di potenziali clienti. Con gli annunci su queste piattaforme, puoi spesso scegliere come target dati demografici specifici con interessi specifici.
Ciò contribuirà ad aumentare la notorietà dei tuoi prodotti e servizi, portandoli all’attenzione delle persone che più probabilmente saranno interessate a loro, aiutandoti a conseguire un CTR più elevato di conseguenza.
Va ricordato, comunque, che la pubblicità qui è quanto meno “tiepida” e non bella “calda” come su Google ad esempio perché nei social si forniscono stimolo audio-visivi senza espressa richiesta degli utenti. Cosa che avviene, appunto, quando l’utente ricerca attivamente qualcosa su Google e sugli altri motori di ricerca.

Remarketing

Il remarketing, noto anche come retarget, utilizza i cookie per mostrare agli utenti annunci specifici in base alle loro attività online.
L’utente viene “agganciato” dai tuoi cookie quando atterra nel tuo sito, dopodiché questo visitatore passa a un altro sito, il cookie visualizzerà i tuoi annunci.
Il retargeting non è solo per banner pubblicitari: è utilizzato anche per campagne di social media e altre forme di marketing ppc, come nel caso della posta elettronica gmail.
Ho scritto vari articoli sul remarketing: ti consiglio di iniziare da questo.

Quanto costa fare PPC?

Quando si tratta di creare annunci su queste piattaforme, i due principali modelli di prezzo sono il già citato CPC (costo per clic) il CPM, ovvero il costo per 1.000 impressioni.
In quest’ultimo caso, per “impressione” si intende ogni volta che il tuo annuncio viene visualizzato sullo schermo di qualcuno. Pertanto, si paga una tariffa fissa per 1.000 impressioni potenziali.
Tipicamente coinvolge le campagne non-di ricerca, dunque quelle prettamente grafiche.

Entrambe le modalità sono efficaci per la diffusione di annunci per un pubblico di massa. Il fatto che si debba fare un’offerta su base CPM o CPC dipende in ultima analisi dalle preferenze personali.
Dal momento che il modello CPM si concentra sull’espansione della copertura degli annunci piuttosto che sui clic, questo modello è il migliore quando l’intento è quello di aumentare la notorietà del marchio invece che le conversioni.

Come funziona la pubblicità pay-per-click?

Come dicevoo, gli inserzionisti utilizzano PPC per promuovere i loro prodotti o servizi.
Pagano le varie piattaforme PPC (Facebook, Bing/Microsoft Advertising, Google Ads…ecc…) per far visualizzare i loro annunci e vengono addebitati quando un visitatore fa click o vede il loro annuncio.

L’intero processo per una campagna di ricerca (diverso il discorso per le campagne display e per quelle video) si svolge – SOMMARIAMENTE – come segue:

  1. in qualità di inserzionista, ti iscrivi alla piattaforma e inserisci il tuo metodo di pagamento (tipicamente una qualsiasi carta andrà bene)
  2. crei almeno un annuncio idoneo per quella piattaforma (un annuncio di testo o un’immagine o un video, a seconda degli obiettivi)
  3. questo non prima di aver lavorato attentamente sulle parole chiave a cui deve essere associato il tuo annuncio
  4. specifichi anche quanto sei disposto a pagare ogni volta che qualcuno clicca sul tuo annuncio
  5. ebbene, quando qualcuno digita una delle parole chiave o delle frasi in un motore di ricerca e fa click sul pulsante “Cerca”, gli annunci corrispondenti vengono visualizzati nella pagina dei risultati
  6. se l’utente che effettua la ricerca fa click sull’annuncio, viene reindirizzato sul tuo sito web e a te viene addebitato il costo del click

Com’è organizzata una campagna PPC?

Indipendentemente dal tipo di campagna (di ricerca, display a banner, video…ecc…), la minestra non cambia.
Anche perché la definizione di campagna PPC rimane sempre la stessa: una campagna PPC può essere definita come un approccio logico e organizzato alla pubblicità, con ricerca completa di parole chiave e gestione e manutenzione continua.

Indipendentemente dalla tipologia, dicevo, una campagna è composta da i seguenti elementi:

  • Settaggi globali
    Mi riferisco ai settaggi riguardanti il budget, l’impostazione del risultato che si vuole ottenere (telefonate, moduli di contatto…ecc..), le località presso cui far vedere gli annunci, gli orari durante i quali farli vedere e così via
  • Gruppi di annunci
    Ovvero uno o più annunci che condividono un gruppo di di parole chiave (raggruppate dunque insieme con criterio logico.
    Ad esempio “sedia in legno” starà nello stesso gruppo “sedia in vimini”, in quel gruppo di annunci che chiameremo ad esempio “sedie”, mentre “tavolo in vetro” sarà presente insieme a “tavolo in legno” nel gruppo di annunci “tavoli”.
    Dopo aver impostato un’offerta, le parole chiave di un gruppo di annunci attivano la visualizzazione di un annuncio.
  • Parole chiave
    Quelle parole che fanno scattare gli annunci.
    Determina quali parole chiave sono pertinenti alle offerte della tua attività e da lì costruisci mentalmente tutta la campagna.
    Le KW sono le chiave (gioco di parole voluto) di volta delle campagne di ricerca, ma riguardano anche le campagne display.
  • Annunci
    Convincono gli utenti a cliccarci sopra, in modo da finire sulla tua pagina di atterraggio
  • Landing Page
    La pagina di atterraggio, appunto. Dove arrivano gli utenti dopo aver cliccato sui tuoi annunci.

Cosa devo fare per impostare correttamente una campagna pay-per-click?

Non ci vuole un dottorato ricerca, MA mollissime piattaforme sono complicate ed è il caso di farsi seguire da un professionista.
Se proprio vuoi provare ad arrangiarti, penso proprio dovresti seguire almeno i seguenti quattro passi fondamentali.

Stabilisci obiettivi chiari

La pubblicità ppc, come qualsiasi altra iniziativa di marketing, richiede la definizione degli obiettivi di business prima di ogni altra cosa.
Con l’attività ppc, questi obiettivi sono particolarmente importanti perché guidano la struttura delle tue campagne: ad esempio, potresti strutturare le tue campagne in base all’intento al’acquisto dell’utente (“ecommerce di tavoli da caffè” nasconde una chiara propensione all’acquisto) o in base a quanto gli utenti si trovano all’interno dell’imbuto immaginario che porta dal semplice interesse (“come tagliare l’erba del giardino”) alla vera propensione all’acquisto (“tagliaerba modello X in sconto”).

Il tuo primo compito è decidere cosa vuoi ottenere dalla tua campagna.
Serve a creare notorietà attorno al tuo prodotto/servizio? Generare lead, ovvero contatti (nome ed email o telefono)? Vendere via eCommerce? Promuovere installazioni di applicazioni?
Qualunque siano i tuoi obiettivi, dovrai pianificare tutto in base a questi.

Assicurati di avere un budget adeguato

Anche se può sembrare ovvio, la pubblicità PPC richiede di spendere soldi per fare soldi.
Senza un budget adeguato, i tuoi annunci non verranno visualizzati molto spesso, se non addirittura mai.
Domanda frequente: quanto per partire?
Dipende.
Ma sicuramente meno rispetto a uno spot televisivo..!! (e migliore, perché con Internet si targetizza benissimo).

Crea landing page efficaci

Quando qualcuno fa click sul tuo annuncio, hai bisogno di un “luogo” a cui inviarlo.
Ogni volta che gli utenti fanno click su un annuncio, devono essere inviati a una pagina di destinazione dedicata con obiettivi e istruzioni specifici (acquisto, acquisizione di email, ecc.): dunque evita di mandarli banalmente alla generica home page.
Credimi, bon importa quanto siano buoni i tuoi annunci se non hai pagine di destinazione utili!
Approfondisci l’argomento qui!!

Assicurati di avere sufficienti risorse

La complessità della tua campagna e l’entità del tuo budget determineranno quanto tempo dovrai dedicare alla sua gestione, analisi e ottimizzazione.
Contrariamente all’opinione popolare, la pubblicità ppc richiede lavoro ed è facile commettere errori anche banali e sprecare denaro: è necessario la giusta quantità di risorse, siano queste il tuo tempo o del denaro extra da investire in un professionista che si dedichi solo a questo.

Quanto è efficace la pubblicità PPC?

Il successo di una campagna PPC si riduce a quattro componenti chiave: le parole chiave (o i posizionamenti nel caso di campagne display e video), il testo degli annunci (se parliamo di campagne nelle reti di ricerca, altrimenti la grafica o il video), le pagina di destinazione e….tu!
Quest’ultimo fattore paradossalmente è il più delicato, dunque lasciami approfondirlo subito.

Tu! (O chi ti gestisce le campagne)

Una volta che hai imparato a creare annunci sulla piattaforma da te scelta e la tua prima campagna è in esecuzione, è il momento di assumersi la responsabilità delle attività di monitoraggio e ottimizzazione.
La maggior parte dei professionisti come me esegui controlli quotidiani per essere sicuri che non ci siano sorprese improvviso, nonché per controllare le ricerche effettuate delle persone, l’aandamento del bduget e così via.

Se non vuoi delegare il lavoro, dovrai gestire tutto quanto come farebbe un professionista: mantieni un occhio su tutto quanto ogni giorno, in modo tale ad esempio da modificare determinate offerte e parole chiave che magari incidono molto nel tuo budget (la riduzione di pochi centesimi su un’offerta potrebbe ottenere lo stesso rendimento e farti risparmiare qualche centesimo in più da reinvestire in un’altra campagna).

Per facilitarti il lavoro, scarica adesso la mia checklist per l’ottimizzazione!

Ad ogni modo, ci sono altre cose da considerare in quanto all’efficacia di campagne PPC.
Tra queste, mi verrebbero da citare in primis le seguenti:

  • Termini di nicchia
    Con le campagne ppc è possibile rivolgersi a mercati di nicchia in settori altamente competitivi.
    Se riesci a scoprire gli argomenti, le parole chiave, i prodotti e i servizi con una forte domanda e una bassa concorrenza, trarrai ENORME vantaggio dalle tue campagne pay-per-click!
  • Le schede prodotto
    Molte campagne cosiddette “shopping” vengono eseguite su piattaforme PPC.
    Gli utenti cercano un prodotto specifico e vengono presentate immagini cliccabili di corrispondenze nella parte superiore dei risultati di ricerca (è il caso della prima immagine rappresentativa che ho inserito in questo articolo, qui in alto).
    Se qualcuno fa click sulla tua scheda di prodotto, viene indirizzato alla pagina del prodotto del tuo sito per concludere la vendita.
    Di vitale importanza, dunque, è che i prodotti vengano organizzati – e descritti! – bene!

Come funziona un’asta PPC?

Ribadiamolo un’ennesima volta: con le campagne pay-per-click, paghi ogni volta che qualcuno fa click sul tuo annuncio. Il prezzo è determinato innanzitutto dal valore di mercato delle parole chiave a cui sei interessato (o degli spazi in determinati siti o canali YouTube, ma per semplificarci la vita qui discuteremo delle classiche campagne di ricerca con domanda diretta da parte degli utenti).
La stragrande maggioranza delle piattaforme pubblicitarie di questo tipo opera su un modello di offerta “stile asta” in cui gli inserzionisti fanno offerte per queste parole chiave.

MA (e lo metto bene in maiuscolo e grassetto) Il posizionamento favorevole degli annunci non è sempre necessariamente determinato da quanto è alta la tua offerta: l’altro fattore determinante in tal senso è la pertinenza tra gli annunci e le ricerche degli utenti.

Quando qualcuno effettua una ricerca online, la piattaforma che stai utilizzando troverà tutti gli annunci con parole chiave corrispondenti.
Da quegli annunci, eliminerà quelli non idonei (ad esempio quelli che hanno come target una località diversa).
Degli annunci rimanenti, la piattaforma sceglierà per l’effettiva pubblicazione quelli con un ranking elevato.

Cos’è il ranking nel gergo della pubblicità pay-per-click?

Il ranking dell’annuncio è una sorta di valore (a noi utenti non noto) che determina se i tuoi annunci ppc appariranno tra i risultati e dove, ovvero se sopra o sotto gli altri.
Avere un ranking dell’annuncio elevato è importante perché si tradurrà in una maggiore esposizione e un CTR più elevato per i tuoi annunci.

Come avrai intuito, influiscono sull’ad rank (questo il nome in inglese) questi due parametri:

  • quanto una persona è disposta a “scommettere” nell’asta, ovvero quanto è disposta spendere (cpc bid)
  • la qualità globale dell’annuncio (punteggio qualità, detto anche quality score in inglese)

Cos’è il punteggio qualità nel gergo della pubblicità pay-per-click?

Abbiamo capito che è uno dei due fattori fondamentali che determinano il rank di un annuncio.
E fin qui, ci siamo.
Diaimo ora che ogni piattaforma ha un modo diverso per determinare il punteggio di qualità.
Indipendentemente dalla piattaforma PPC, i componenti che compongono il punteggio di qualità sono abbastanza simili: pertinenza tra ricerca dell’utente con keyword di attivazione che abbiamo inserito nel nostro dietro le quinte e con i testi degli annunci, nonché con la pagina di atterraggio.
Ovviamente, ora sto banalizzando per motivi di sintesi.
Ti invito a leggere questo approfondimento proprio sul quality score di Google.

Scegliere la piattaforma per fare pubblicità Pay-Per-Click

Esistono diverse piattaforme su cui è possibile inserire annunci PPC.
Le opzioni più popolari includono Google Ads (ex AdWords) – su cui si basano anche le campagne YouTube – Microsoft Advertising (ex Bing Ads) e Facebook Ads (su cui si basano anche le campagne Instagram).
Questo diciamo nella gran parte del mondo Nord-Occidentale, ecco.
In altre aree del mondo ci sono altre piattaforme, come quella di Yandex, che è il motore di ricerca per eccellenza per chi parla russo.
Ecco alcune informazioni di linea di massima su ciascuna delle piattaforme che ho appena citato per aiutarti a determinare quale piattaforma si adatti effettivamente meglio alle tue esigenze.

Non è un segreto che Google gestisce la maggior parte delle query di ricerca sul Web.
In quanto tale, Google Ads è probabilmente l’autorità per antonomasia in quanto a generare traffico mirato basato su ricerche espresse degli utenti.
L’utente digita una parola o frase nella bara di ricerca, preme invio e gli appaiono davanti agli occhi alcuni risultati etichettati come annunci.
Questi, appunto, sono opera tua e dei tuoi rivali!
L’ex AdWords, però, non è – per il momento – particolarmente intuitivo.
L’ideale sarebbe rivolgersi a uno specialista come me, ma, se proprio vuoi provare, tieni a mente le seguenti osservazioni.

Sappi che esiste anche una notevole concorrenza perché tutti si battono per una posizione più elevata tra i risultati di ricerca.

Per vedere un profitto da Google Ads, devi affrontare la concorrenza con una strategia sensata e una solida idea di quali sono i tuoi limiti di budget. Detto questo, gli strumenti a disposizione sono progettati per offrire agli operatori di marketing un controllo stretto sulle spese pubblicitarie: con Google Ads, in pochi click (se sai dove cliccare!), puoi modificare la tua campagna, spendere di più se funziona particolarmente bene o ridurre quando vuoi spendere.

Come funziona Google Ads

Google offre il meglio di se con le campagne della rete di ricerca.
Ovvero, ripetiamolo, quelle in cui mostriamo un annuncio a chi fa una determinata ricerca precisa nella barra di ricerca.
A corollario di questo, possiamo fare remarketing (ovvero far vedere annunci solo a chi ha già interagito con il nostro sito) e annunci grafici o video per far conoscere i nostro prodotti e servizi anche a chi non sta cercando attivamente.
E possiamo variare un sacco di parametri.
Ad esempio, supponiamo che tu abbia un negozio fisico a Mestre e voglia fare una campagna per portare nuovi cliente dentro il tuo negozio: puoi benissimo impostare la campagna in modo tale che i tuoi annunci vengano visti solo nell’area geografica di Mestre e – diciamo – del resto dell’entroterra veneziano.
E così via, le opzioni sono infinite!
In questo mio blog ci sono tantissimi articoli e video dedicate a Google Ads: clicca qui e approfittane 🙂

Microsoft Advertising (ex Bing Ads)

Google Ads è probabilmente il primo punto di riferimento per la maggior parte degli inizi nella pubblicità PPC, ma non trascurare Microsoft Avertising.
L’exBing Ads è la risposta di Microsoft a Google Ads.
Svolge la stessa attività principale: eseguire annunci sulla sua rete di ricerca Bing/AOL/Yahoo.

Bing non è una piccola presenza nel mondo digitale, con 6 miliardi di ricerche ogni mese.
Circa il 30% delle ricerche online avviene su Bing…non è affatto poco!

Bing offre alcuni vantaggi sorprendenti, in primis il fatto che tutti sono su Google Ads e nessuno su Microsoft Avertising!

Perché usare Microsoft Advertising

Il vantaggio principale di questa piattaforma è che è meno competitiva di Google Ads.
Il tipico costo per click su Bing costa DI NORMA meno rispetto a Google Ads.
Insomma, Microsoft Advertising ti aiuterà a intercettare nuove persone senza spendere un capitale!

Inoltre, il dietro le quinta di Microsoft Advertising è davvero molto simile a quello dell’ex AdWords, dunque se sai usare quest’ultimo saprai usare anche la creatura di Microsoft.

Come funziona Microsoft Advertising

Come accennato in precedenza, i meccanismi di Microsoft Advertising sono praticamente identici a Google Ads ed in effetti, le piattaforme sono così simili che puoi sincronizzare le tue campagne Google Ads direttamente sull’ex Bing Ads.

Per ulteriori informazioni su come adoperare Microsoft Advertising, sappi che ho in vendita un corso base completo (attualmente il primo e unico in italiano!) => Clicca qui per il mio corso su Microsoft Advertising per principianti

Facebook Ads

Per quanto riguarda la pubblicità sui social media, Facebook è re incontrastato, anche perché ingloba al suo interno anche Instagram.
Dunque basta passare per il Business Manager di Facebook per gestire campagne pay-per-click sia su Facebook che su Instagram.

A differenza della pubblicità associata alla ricerca attiva (tipica di Google e Microsoft), con Facebook di scegliere come target i dati demografici e interessi del tuo pubblico di riferimento con una precisione quasi da cecchino.
Puoi decidere ad esempio di far vedere l’annuncio del tuo nuovo tosaerba in vendita a persone over tot anni di età che vivono in provincia e che hanno interesse per il giardinaggio…ecc…

Come funziona il sistema di aste di Facebook Ads

Anche in questo caso il sistema di pubblicazione degli annunci funziona su una struttura di aste, malgrado l’asta non parta nel momento della ricerca di una parola o frase da parte dell’utente.
Tu e gli altri inserzionisti state lottando per uno spazio ogni – diciamo – 3/5 post all’interno del feed delle persone: ovvero, ogni tot post dei propri amici, la persona vedranno un annuncio a pagamento (segnalato qui come “sponsorizzato”).
Lo stesso accade per il feed di Instagram, nonché per le storie di entrambe le piattaforme e altri posizionamenti secondi.

Come viene deciso da Facebook quale inserzionista premiare con lo spazio pubblicitario?
Con la solita regola aurea di combinazione tra offerta e qualità dell’annuncio.
Insomma, alla fine della fiera devi sforzarti di creare annunci realmente pertinenti per il tuo pubblico target.
Tutto qua. Facile, no?
No, non lo è.
Ecco perché esistono i professionisti del settore come me 🙂

Come allocare il budget per le campagne pay-per-click

A meno che tu non sia Amazon o un qualsiasi altro gigante tecnologico del genere, è probabile che tu non abbia un budget (quasi) illimitato.
Esistono sempre dei limiti dovuti ai flussi di cassa, costi…ecc…ergo, capisco le perplessità riguardo il budget da investire per le camapgne di questo tipo.

Ebbene, una delle cose fondamentali da capire sul budget è che limitare il budget non è il modo migliore per affrontare le cose: bisogna piuttosto controllare la spesa, determinando quanto sia prezioso il contatto, la vendita…ecc..

Dai un valore ai tuoi obiettivi

Cosa intendo dire?
Supponiamo che tu abbia un ecommerce di articoli da giardinaggio e voglia far aumentare i profitti vendendo un nuovo tagliaerba.
Il tuo profitto medio quando arriva un ordine è di, ipotiziamo, 700 euro.
Inoltre, ottieni di media una vendita ogni 10 visitatori del nostro sito.
Se imposti un’offerta con CPC (costo per click) massimo di 70 euro, la tua spesa pubblicitaria e profitto saranno in pareggio (break even point, direbbero i fissati con gli inglesismi).
Affinché l’attività sia redditizia, la tua offerta CPC deve essere inferiore a 70 euro.
Insomma, è tutta una questione di numeri!

Budget giornaliero

Sulle piattaforme di pubblicità pay-per-click è comune impostare un budget di spesa giornaliero.
Attenzione: si tratta di un importo medio, non un massimo.
È possibile che ci siano dei giorni in cui il budget giornaliero non viene raggiunto e altre volte in cui lo si è speso in eccesso: questo perché le piattaforme PPC bilanciano il budget in un mese, dunque non spenderai più del budget giornaliero moltiplicato per il numero medio di giorni in un mese.
Ovvero, se imposti come budget 10 euro al giorno e di media i mesi hanno 30 giorni, al mese non spenderai mai più di 300 euro, ma è possibile che oggi vedrai spesi 17 euro e dopodomani 7…ecc…

Budget condiviso

Esiste inoltre un’opzione di “Budget condiviso” disponibile sia in Google Ads che in Microsoft Advertising.
Disponibili nella cosiddetta “Libreria condivisa”, i budget condivisi ti consentono di allocare un budget su più campagne.
In altre parole, è un modo per avere una sorta di budget globale.
La piattaforma regolerà automaticamente la modalità di allocazione del budget: se una campagna spende meno del previsto, il budget giornaliero rimanente può essere utilizzato da altre campagne.
Opzione senz’altro comoda, non c’è che dire!

Come migliorare le performance delle tue campagne ppc

Una volta impostata la tua campagna pay-per-click, è importante misurare costantemente le sue prestazioni.
Ho preparato un pdf apposito e molto pratico per le operazioni di monitoraggio e ottimizzazione: normalmente lo troveresti in vendita, ma se ti iscrivi adesso alla mia newsletter lo riceverai gratuitamente.

E non ti preoccupare, ODIO lo spam! Non ti invierò posta indesiderata!
Mi limiterò solo ad avvisarti quando avrò pubblicato contenuti simili a questo che stai leggendo.

Vuoi ottenere il pdf?
Iscriviti usando il box sottostante:

Combinare PPC e SEO

Dal momento che la creazione di traffico organico dalla SEO (search engine optimization, detta in italiano ottimizzazione per i motori di ricerca) può richiedere del tempo, gli annunci a pagamento possono fornire risultati più immediati, rendendo le tattiche PPC un ottimo supplemento ai tuoi sforzi SEO.
Qui trovi un mio approfondimento proprio sul tema della correlazione tra SEO e PPC: ti consiglio di leggerlo subito!

Bene, siamo giunti alla fine di questa guida.
Spero sia stata di tuo gradimento!
Per qualsiasi cosa, non esitare a scrivere nell’area commenti qui sotto: risponderò il prima possibile.
Alla prossima!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *