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Demand Gen su Google Ads: guida pratica e senza fronzoli per usarle al meglio

Filippo Malvezzi spiega come creare campagne Demand Gen su Google Ads

Oggi ti porto dentro il mondo delle campagne Demand Gen di Google Ads. Non aspettarti una filippica teorica: ti porto subito alla pratica, con esempi concreti e qualche consiglio strategico che non trovi nei soliti articoli copia-incolla da manuale.

Cosa sono le campagne Demand Gen

Le Demand Gen (abbreviazione di Demand Generation) sono la naturale evoluzione delle vecchie campagne Discovery. Se qualche anno fa avevi campagne Discovery attive, Google le ha già migrate a Demand Gen, mantenendo i dati storici.

Queste campagne sono fortemente visive e vivono soprattutto in 4 ambienti:

  • YouTube – il mio preferito, dove il video cattura subito attenzione.
  • Gmail – nella tab “Promozioni”, in mezzo alle email che apri tutti i giorni.
  • Rete Display di Google – i classici banner nei siti che visiti.
  • Google Discover – il feed di notizie personalizzato che trovi aprendo Chrome sullo smartphone e scorrendo a destra.

La loro forza? Si mimetizzano: non sembrano banner pubblicitari invasivi, ma contenuti pertinenti all’ambiente in cui appaiono. Questo le rende potenzialmente più efficaci, perché l’utente le percepisce come parte naturale dell’esperienza.

Quando usare le campagne Demand Gen

Le Demand Gen non servono per rispondere a una domanda diretta (“cerco X, dammi subito Y”).
Per quello esistono le campagne di ricerca.

Qui parliamo di branding e stimolo della domanda latente: farti conoscere, creare familiarità, “invadere lo spazio cerebrale” del tuo pubblico apparendo più volte e su più canali.

Oggi non bastano più i famosi “7 touch point” per convincere una persona a comprare: siamo bombardati di pubblicità, e dobbiamo moltiplicare i punti di contatto.
YouTube, Gmail, Display, Discover… e, perché no, anche altri canali come social, PR, radio e così via.

Come impostare le campagne Demand Gen passo passo

Scegliere l’obiettivo giusto

Quando crei una nuova campagna in Google Ads:

  • Clicca “+” Nuova Campagna
  • Scegli Vendita, Traffico o Campagna senza obiettivo
  • Solo con questi obiettivi puoi attivare le Demand Gen. Se selezioni “Awareness” o “Visite al negozio”, non le troverai.

Impostazioni particolari

Due elementi spiccano:

a) Località e lingua
Puoi gestirle a livello di campagna o di gruppo di annunci.
Di default, Google le imposta per gruppo, ma puoi forzare la gestione a livello campagna.

b) Dispositivi
Puoi filtrare in modo chirurgico:

  • Escludere TV e tablet
  • Targetizzare solo Android, o addirittura modelli specifici come Samsung o Pixel.
    Non è sempre necessario, ma può avere senso per ricerche di mercato o strategie particolari.


Quando il problema non è ottimizzare Google Ads, ma decidere

Se i risultati non arrivano, continuare a testare senza una direzione chiara spesso significa solo rimandare una decisione.
Una consulenza Google Ads serve a capire cosa sta davvero bloccando le performance, prima di investire altro budget.


Scelta dei canali

Puoi usare tutti e 4 i canali (YouTube, Gmail, Display, Discover) o selezionarne alcuni.
Io di solito lavoro su tutti per massimizzare la copertura.

Targeting: il cuore della Demand Gen

Qui ti giochi il risultato. Puoi lavorare su:

  • Segmenti personalizzati → creati in base a interessi, intenzioni d’acquisto, termini cercati o siti visitati.
  • I tuoi dati → remarketing di chi ha visitato il tuo sito, aggiunto al carrello, visto pagine chiave ma non ha comprato.
  • In-market → utenti pronti all’acquisto di un prodotto/servizio.
  • Affinità → appassionati di un argomento, anche senza urgenza d’acquisto.

Importante: questi segmenti sono in alternativa tra loro (O-O-O), non in combinazione (E-E-E). Puoi comunque aggiungere esclusioni o filtri demografici.

Creare l’annuncio

Puoi scegliere tra:

  • Annuncio immagine singola
  • Annuncio video
  • Carosello (sequenza di immagini scorrevoli)

Consiglio chiave:
Non ripetere negli annunci testuali ciò che già si vede nel contenuto grafico o video.

  • Il visual serve per catturare l’attenzione
  • Il titolo serve per dire subito di cosa si tratta (es. “Disinfestazioni a Venezia da 1000 €”)
  • La descrizione aggiunge dettagli utili
  • Call to action chiara: Richiedi preventivo, Prenota ora, Scopri di più.

Conclusione: perché le campagne Demand Gen funzionano

Le campagne Demand Gen sono una freccia in più nel tuo arco per essere presente nella mente del cliente potenziale. Non sostituiscono le campagne di ricerca, ma le affiancano creando esposizione multipla.

Funzionano bene:

  • per settori con domanda latente
  • per attività locali che vogliono farsi conoscere
  • per brand che puntano a diventare “la prima scelta” nella testa delle persone

Filippo è un professionista disponibile e competente nel suo campo. La sua vasta esperienza gli ha permesso di migliorare notevolmente la campagna ADS. Il suo contributo è stato fondamentale e molto apprezzato. Dopo una serie di esperienze negative con diverse agenzie, ho trovato in lui una grande competenza e una capacità di analisi approfondita della campagna. È riuscito a ottenere risultati che altri non erano stati in grado di raggiungere!

Nicola Roverso, eCommerce in tutta Italia (trovi tutte le altre testimonianze QUI)


Crea finalmente campagne DAVVERO efficaci!

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